Guida Pagamenti Digitali in Sicurezza

Video Unione Bergamasca Consumatori in cui parliamo di pagamenti Digitali in sicurezza

illustrando la nostra guida dando consigli ai consumatori.

AGGIORNAMENTO DENTIX ITALIA SRL

In relazione alla pratica Dentix Italia S.r.l. stiamo definendo positivamente con le finanziarie le diverse casistiche dei nostri consumatori:

  • Per coloro che hanno versato alla finanziaria una cifra superiore al valore delle cure e prestazioni ricevute abbiamo concordato la restituzione della somma pagata per cure e prestazioni non ricevute e la risoluzione del contratto di finanziamento.
  • Per coloro che hanno versato alla finanziaria una cifra inferiore  al valore delle cure e prestazioni ricevute abbiamo concordato il pagamento rateale solamente fino alla concorrenza del valore delle cure e prestazioni ricevute;
  • Per coloro che hanno versato alla finanziaria una cifra pari al valore delle cure e prestazioni ricevute abbiamo concordato la risoluzione del contratto di finanziamento.

Premio Dona 2020, un’anticipazione sull’intelligenza artificiale: venerdì 13 novembre h. 9

Venerdì 13 novembre  dalle h. 9.00, potrete seguire sui social dell’Unione Nazionale Consumatori, Facebook e Youtube il nostro tradizionale  Premio Dona che quest’anno a causa della pandemia si svolgerà in streaming sulla piattaforma di Sky visibile sui social precedentemente menzionati.

Cosa pensereste se fosse possibile riconoscere il Covid 19 da un colpo di tosse? Non è fantascienza, ma una speranza che viene dal MIT di Boston che ha collegato una serie di machine learning per cogliere i segnali del covid-19 nella tosse (prodotta volontariamente) degli asintomatici: si tratta di un’operazione che nemmeno un medico esperto saprebbe riconoscere all’udito.

Non è la nuova frontiera della sfida uomo-macchina, ma solo un esempio di come l’intelligenza artificiale possa essere uno strumento nelle mani dell’uomo, utile persino a salvare delle vite. Le applicazioni dell’IA  sono molteplici: dalla salute al marketing, passando per l’automazione, la politica e i servizi smart, il tutto con un grande impatto nella semplificazione delle nostre vite ma generando grandi interrogativi dal punto di vista etico. Il Coronavirus ha acceso ancor di più il dibattito tra i rischi e le opportunità dell’intelligenza artificiale che molti ancora sognano come una sorta di bacchetta magica che ci porterà fuori dalla pandemia, dimenticando che si tratta ancora una volta di uno strumento nelle mani dell’uomo. E’ la professoressa Mariarosaria Taddeo filosofa esperta di tecnologie digitali, vicedirettore del Digital Ethics dell’Università di Oxford a riportarci a questa visione utilitaristica dell’IA. La professoressa Taddeo sarà uno dei relatori del Premio Vincenzo Dona  (cliccate questo link) che si terrà il prossimo 13 novembre dalle ore 9.00 in diretta streaming; quest’anno il Premio, con il titolo“What’s Next” sarà dedicato al futuro, l’innovazione, tutto quello che è cambiato e cambierà con la pandemia in corso. Alcuni dei temi che saranno affrontati al Premio Dona, la professoressa Taddeo li ha anticipati in una video intervista con il Presidente Massimiliano Dona.

Etica, responsabilità, libertà di scelta, valore dei dati: sono stati alcuni dei tami trattati in questo “vìs a vìs” che trovste di seguito, ma è solo un assaggio di una riflessione più ampia che, come da tradizione del Premio Vincenzo Dona, mira a fotografare le diverse sfaccettature di un momento storico che sta mutando il nostro modo di vivere e le nostre abitudini di consumo.

Voucher ATB

 

 

 

Bergamo 28 ottobre 2020

 

DISCUTIBILE  MODO DI ATB  PER RESTITUIRE QUANTO INCASSATO IMPROPRIAMENTE DAGLI ABBONATI  IN SEGUITO A SERVIZI NON EROGATI A CAUSA DEL “CORONAVIRUS”.

Nonostante un rimborso  sia previsto dal Decreto Legge 34/2020 (misure a tutela dei Pendolari di trasporto ferroviario e TPL), Federconsumatori e Unione Bergamasca Consumatori stanno ricevendo segnalazioni da parte di abbonati ATB ai quali viene negato il VOUCHER  di compensazione  per il  servizio non fruito a causa del Coronavirus. Uno o due mesi di voucher.

La motivazione data al diniego  vale per coloro i quali, nonostante “per motivazioni personali – termine degli studi, trasferimento o cessazione dell’attività lavorativa – non intendono rinnovare l’abbonamento, possono trasferire il voucher ad un famigliare per l’acquisto o il rinnovo di un abbonamento mensile o annuale…,si trovano nella situazione di non averne diritto (a detta di ATB) perché “per ogni abbonamento acquistato o rinnovato è possibile utilizzare un solo voucher”. E, pertanto è possibile trasferire il buono solo qualora il familiare al quale si desidera cederlo non abbia a sua volta beneficiato di un voucher e non sia in possesso di un abbonamento per il quale ha a sua volta diritto a un voucher.

In sostanza se in una famiglia più Persone al tempo del Covid erano abbonate e una di Loro non ha più motivi per rinnovare l’abbonamento, un voucher rimane in cassa ad ATB.

Federconsumatori e Unione Bergamasca Consumatori ritengono questo modo di interpretare un Decreto Legge emanato a tutela dei pendolari del trasporto pubblico non rispondente allo spirito che ne ha guidato la scelta.

Invitiamo quindi ATB a rivedere le posizioni sin qui espresse e riconoscere il giusto ristoro a chi ne ha il diritto per avere pagato un servizio non erogato.

Ricordiamo che le richieste di voucher si possono presentare sino al 31 ottobre corrente

 

 

Federconsumatori Bergamo     Unione Bergamasca Consumatori

 

FALSE E-MAIL DALL’ AGENZIA DELLE ENTRATE A DANNO DEI CONTRIBUENTI

 

Attenzione ai tentativi di phishing e alle email che sembrano venire dall’Agenzia delle Entrate.

Non sono dell’Agenzia, che non invia mai per posta elettronica comunicazioni con i dati personali dei contribuenti.

L’allerta viene ancora una volta dalle Entrate che denunciano una nuova campagna di phishing con email falsamente attribuibili ai suoi uffici.

 

Le email, spiega una nota, sembrano riconducibili all’Agenzia delle Entrate ma non lo sono. I messaggi di posta elettronica riportano nell’oggetto la dicitura “L’ufficio delle imposte d’italia ti avvisa del debito” e invitano nel testo a cliccare su un link per prendere visione di una notifica. Sono firmate da una non meglio precisata “Direzione centrale accertamento”.

«Le email non provengono dall’Agenzia, ma costituiscono il tentativo di acquisire informazioni riservate dei destinatari – si legge nella nota – L’Agenzia pertanto se ne dissocia, ne disconosce il contenuto ed invita gli utenti a cestinare immediatamente questi messaggi senza aprire i collegamenti».

 

 

 

DENTIX ITALIA

“E’ notizia di questi giorni che la catena odontoiatrica Dentix Italia non ha riaperto i propri centri dopo la chiusura causa il lockdown per l’emergenza Covid.

Nessuna risposta al numero verde che risulta sostanzialmente inattivo ovvero non presidiato.

Per coloro che hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per pagare le cure dentistiche presso un centro Dentix Italia e non hanno ancora iniziato ovvero terminato la cura e/o gli interventi, c’è la tutela offerta dall’art. 125 quinquies del Testo Unico Bancario che in caso di inadempimento da parte del fornitore del servizio (nel nostro caso Dentix Italia che ha chiuso i propri centri) prevede l’obbligo della finanziaria di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato e il consumatore non dovrà pagare nulla a Dentix Italia.

Per coloro che si trovano nella situazione sopra indicata l’Unione Bergamasca Consumatori è disponibile a fornire assistenza per il recupero delle somme.

Diversa è la situazione per chi ha effettuato pagamenti direttamente a Dentix Italia, senza utilizzare un finanziamento, perché in questo caso il recupero delle somme dal Dentix Italia (che sia fallita o meno) sarà molto difficile.”

COVID-19: LE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE, 9 APRILE ORE 12.00

“Dovevo partire in queste settimane e il tour operator mi ha offerto un voucher, ma vorrei indietro miei soldi…”. “Dopo aver dato l’acconto per un viaggio estivo, l’agenzia mi chiede il saldo per poi farmi un buono del valore totale, è legittimo?”. Ho regalato alla mia fidanzata il biglietto di un concerto per fine maggio, come mi devo comportare?”. “Sono abbonato allo stadio, posso riavere indietro i soldi delle partite che non si disputeranno?”.

Sono alcune delle domande a cui daremo risposta GIOVEDI’ 9 APRILE alle ore 12:00, nella prima delle dirette Facebook che il nostro Presidente Massimiliano Dona dedicherà al tema #emergenzaconsumatori. 

Basterà collegarsi sulla pagina Facebook UNConsumatori per dialogare con lui sui temi più frequenti in questo periodo di emergenza da Coronavirus, relativi per questo primo appuntamento a viaggi, trasporti ed eventi.

PER PARTECIPARE CLICCA SUL BANNER QUI SOTTO

 

 

VIAGGI COVID-19, RIMBORSO O VOUCHER ?

“Ritorniamo sulla questione sorta con l’art. 28 del D.L. 9/2020 e sulla possibilità che sia l’organizzatore del viaggio a scegliere se rimborsare la somma versata dal viaggiatore/consumatore ovvero emettere un voucher.

Ebbene, precisiamo subito che l’art. 28 prevede tutti i casi nei quali è il viaggiatore/consumatore a recedere dal contratto sottoscritto con il vettore (biglietto aereo, ferroviario, ecc.) infatti l’articolo contempla casi in cui il viaggiatore sia impossibilitato a muoversi a causa delle misure di contenimento, quarantena e di divieto di spostamenti, emesse a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid -19, e per questi motivi è obbligato a recedere dal contratto.

In questi casi il vettore può procedere al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio ovvero all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall’emissione.

Ma l’art. 28 del DL9/2020 contiene una espressa previsione inerente il caso in cui il viaggiatore ha stipulato un contratto per un pacchetto turistico (quindi comprendente viaggio, soggiorno, ecc.), infatti richiama espressamente l’art. 41, commi 4 e 6 (Diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto) del Codice del Turismo.

Ebbene l’art. 41 sopra citato, prevede espressamente il rimborso e la scelta tra questo e l’emissione del voucher non può essere rimessa all’organizzatore perché il fine ultimo del Codice del Turismo, che ha recepito la direttiva 2008/122/CE è la tutela del consumatore, come ha precisato anche la direttiva CE 2015/2302, all’art. 12 (Risoluzione del contratto di pacchetto turistico e diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto).

Dunque l’organizzatore deve garantire al consumatore il rimborso integrale di quanto già pagato e non può scegliere autonomamente di emettere un voucher, anche perché il consumatore potrebbe, per svariati motivi, non essere interessato di progettare un viaggio in futuro ovvero potrebbe temere che in futuro l’organizzatore non sia più in grado di riscattare il voucher.

Esaminiamo ora il caso in cui non sia il viaggiatore/consumatore a chiedere il recesso dal contratto di viaggio o di pacchetto turistico, bensì sia il vettore ovvero l’organizzatore a cancellare il viaggio (es. il volo) ovvero il pacchetto turistico (perché il paese di destinazione ha interdetto l’accesso agli stranieri a causa dell’emergenza sanitaria); in questi casi non è applicabile l’art. 28 DL 9/2020 e nemmeno l’art. 41 Codice del Turismo perché si tratta di risoluzione per causa di forza maggiore per la quale il Codice Civile impone la restituzione di quanto ricevuto dalla parte adempiente e quindi al viaggiatore/consumatore.

Anche in questo ultimo caso il vettore ovvero l’organizzatore non può scegliere autonomamente tra rimborso ovvero emissione del voucher bensì deve procedere al rimborso, salvo un accordo con il consumatore/viaggiatore che accetti il voucher.”

COVID-19 POSSIBILI SOLUZIONI IN TEMA DI CANONE DI LOCAZIONE

 

Bisogna distinguere tra locazioni commerciali (negozi, botteghe, etc.) e quelle ad uso abitativo.

 

Diciamo subito che con riferimento alle locazioni commerciali il Decreto Cura -Italia all’art. 65, al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza, ha riconosciuto ai soggetti esercenti attività d’impresa un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, e questo credito d’imposta riguarda solo gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1.

Quindi i soggetti beneficiati da questa norma devono pagare il canone di locazione di marzo e poi potranno godere di un credito di imposta al momento della dichiarazione fiscale.

 

Quello che oggi preoccupa moltissime persone è il pagamento del canone di locazione in un momento di crisi economica.

Vediamo le possibili soluzioni circa la sospensione ovvero la riduzione del pagamento del canone, avvertendo che comunque tali soluzioni devono essere valutate caso per caso, anche alla luce del contratto di locazione perché non c’è nulla di automatico e/o applicabile in modo generalizzato.

E’ inoltre necessario evidenziare che il comportamento del conduttore deve ispirarsi a criteri di correttezza e buona fede.

Il pagamento del canone di locazione nel caso di locazione commerciale e di locazione abitativa temporanea (es. per studenti fuori sede) può essere sospeso nel momento in cui il conduttore non può usufruire dei locali presi in locazione a causa di forza maggiore.

Ad esempio lo studente che ha fatto ritorno alla casa famigliare e che per i divieti di spostamento non può più fare ritorno all’abitazione presa in locazione temporanea per motivi di studio.

Attenzione si tratta di una sospensione, quindi al venir meno della causa di forza maggiore il canone (ovvero i canoni) non versati dovranno essere pagati al locatore.

Nel caso si intenda sospendere il pagamento dei canoni di locazione e si ripete solo con riferimento al caso sopra descritto, si consiglia di inviare al locatore una pec ovvero una lettera raccomandata con quale si comunica la sospensione del pagamento del canone di locazione che verrà ripreso nel momento in cui l’impossibilità alla fruibilità verrà meno e i motivi specifici che giustificano detta sospensione.

 

 

Questa possibilità si fonda sugli artt. 1256 c.c. e sul principio di corrispettività di cui all’art. 1463 c.c.:

se i locali non possono essere utilizzati dal conduttore e d’altra parte il locatore non può eccepire di averli messi a disposizione per il divieto di spostamento oggi vigente, sussiste quindi una causa di forza maggiore che determina una impossibilità temporanea alla prestazione del locatore con la conseguenza che il conduttore può sospendere il pagamento del canone per la durata dell’impossibilità temporanea e finché essa perdura, e non è responsabile del ritardo nell’adempimento.

L’obbligazione si estingue se l’impossibilità perdura fino a quando, in relazione al titolo dell’obbligazione o alla natura dell’oggetto, il debitore non può più essere ritenuto obbligato a eseguire la prestazione; anche in questo caso va esaminato con obiettività il singolo caso e precisamente la durata e il termine di scadenza della locazione in rapporto al periodo in cui i locali non possono essere utilizzati.

 

Trattiamo ora della possibilità di chiedere una riduzione del canone sempre con l’avvertenza che non si tratta di una conseguenza automatica e valida indistintamente e con riferimento alle locazioni commerciali.

E’ possibile richiedere una riduzione del canone per il periodo in cui il conduttore non ha potuto fruire dei locali in base all’art. 1258 c.c. ma va detto che in questo caso il conduttore deve dimostrare che la chiusura temporanea dell’attività rende impossibile anche parzialmente, di adempiere all’obbligo di pagamento del canone di locazione: esempio importante calo del fatturato se non addirittura la chiusura dell’attività.

Su questo punto è bene evidenziare che molte sentenze della Corte di Cassazione hanno evidenziato che l’obbligazione avente ad oggetto una somma di denaro non è suscettibile di estinguersi per impossibilità sopravvenuta così come non operi con efficacia estintiva la mera difficoltà di adempiere per mancanza di liquidità.

Tuttavia la crisi attuale è di portata tale da non poter trovare riscontri in queste sentenze ne sono prova i principi (seppure espressi in modo confuso) che si evincono dal testo del Decreto Cura -Italia all’art. 65 che sembrano andare nella direzione di una maggiore apertura circa la possibilità di considerare il peso dell’impossibilità sopravvenuta anche in tema di pagamenti.

 

Vediamo ora la questione dei contratti di locazione ad uso abitativo.

In questi casi non è possibile chiedere la sospensione del pagamento del canone sul presupposto della inutilizzabilità dei locali perché il conduttore occupa i locali.

Si può allora richiedere al locatore una sospensione e/o riduzione del pagamento del canone sul presupposto della temporanea e assoluta singolarità dell’attuale crisi economica e quindi della conseguente impossibilità per il conduttore di fare fronte al pagamento (anche parziale) del canone , ma prima di sospendere o ridurre il canone sarà necessario ottenere l’accordo con il locatore, salvo esporsi a un procedimento di sfratto per morosità.

Anche in questo caso è necessario inviare una comunicazione (pec o lettera raccomandata A.R.) al locatore dove si formalizzerà la specifica richiesta